Il Castello Aragonese di Taranto diventa un’opera di luce

Il Festival Internazionale, e Music Conference, “Medimex” di Taranto ha ospitato per tutta la sua durata – dal 7 al 10 giugno – l’esperimento di Light Design dello statunitense Arthur Duff.

L’opera, una installazione di site specific, è stata commissionata dall’Associazione culturale  “ConTempo” che da anni stimola progetti di arte contemporanea dal carattere “multicanale” fondendo musica, arti visive e digitali per creare qualcosa oltre all’arte stessa.

Il Castello Aragonese di Taranto ed il suo mare hanno rappresentato una tela per 4 notti; al calar delle tenebre la famosa fortificazione a pianta quadrangolare pugliese, e le acque che bagnano la vicina spiaggia, sono state rese ancor più maestose dai fasci di luce provenienti dai proiettori laser di Duff.

‘Learning How to See in the Dark’ , questo il nome dell’ultima “fatica” del giovane futurista, è un chiaro messaggio; chiede di riconsiderare quegli spazi, imparando a guardare nel buio.

La luce è ovviamente essenziale in questa comunicazione diretta ed è considerata dal visionario artista “la possibilità metaforica prima di un transito”, dunque un “pellegrinaggio” nel mondo dell’informazione che accompagna da sempre il suo “esperimento continuo” (definisce così la sua carriera, nella totalità di un unico percorso artistico).

Duff ha illuminato di luce bianca la Taranto bizantina, ha proiettato informazioni, immagini in movimento creando spazi davvero complessi.

La sua passione per la creatività visiva e mutevole è ben chiara anche qui ed è esercitata grazie anche al rilevante bagaglio esperienziale che conserva; l’artista infatti si è stabilito in Italia dopo aver vissuto tra Stati Uniti, Korea, Germania, Giappone.