Lumière London 2018

Lumiere di Londra, seconda edizione del festival di Light design inglese dal 18 al 21 gennaio 2018, si conclude con successo e spegne la luce alle tante installazioni che hanno invaso le strade di alcuni quartieri di Londra, ridefinendone l’architettura urbana per 4 serate.

La distribuzione delle installazioni in diverse zone del centro della capitale inglese quest’anno ha reso possibile ospitare più di 50 opere di luce di grandi Light Creative di fama internazionale.

Una manifestazione al passo con le nuove tecnologie e le tematiche attuali, che ha offerto la possibilità di scaricare gratuitamente una app per creare il proprio itinerario “mappando” le posizioni delle installazioni di interesse.

Tra le opere più apprezzate si è distinta “The Light of the Spirit” del francese Patrice Warren che ha illuminato la facciata della Westminster Abbey, con un effetto a caleidoscopio, ogni sera fino allo scattare delle lancette del Big Ben alle 22.30 e poi, il buio.

Nel quartiere Mayfair, invece, un edificio in South Audley Street ha lasciato i tubi fluorescenti di Simon Cordero decorare di “edera rampicante” la facciata principale. Mentre a Piccadilly Circus Camille Gross e Leslie Epsztein hanno proiettato un orologio della stazione ferroviaria sulla facciata dell’Hotel Café Royal, con le lancette in movimento e una serie di immagini del passato, ricordi scattati, in successione, dalla Belle Epoque passando per la Rivoluzione Industriale fino ai giorni nostri.

I giardini di Leicester Square, sito sicuramente presente nell’itinerario del Festival di molti dei visitatori di Lumière London, sono stati colonizzati dalle misteriose e colorfully creature notturne di Jo Pocock e Lantern Company.

Infine Leake Street ha ospitato un trittico:

Ruby è un’opera costituita da 750 fotografie del viso della installatrice Emma Allen che si trasforma lentamente dapprima in un teschio, poi in un cielo stellato; Santiago, invece, porta alla luce il tema della storia dell’umanità vista come il percorso dalla vita cellulare fino a quella digitale; e Adam, nata dalla creatività di Grey Matters e realizzata insieme a Daisy Thompson-Lake, è un ritratto animato che parla in maniera moderna di malattie mentali e dinamiche sociali.